20
Set
Author: danilor // Category:
World

Ventunesima edizione della festa del Pane Casereccio>> di Genzano di Roma, che prenderà il via in piazza Tommaso Frasconi alle 18:00 del 18 settembre, in coincidenza con la festa del santo patrono del paese (San Tommaso da Villanova>>), e si concluderà domenica 20 SETTEMBRE nel parco Sforza Corsini con uno spettacolo pirotecnico (inizio 23:30).
L’origine storica del Pane casereccio di Genzano è legata alla tradizione contadina della zona di produzione: il pane veniva lavorato dalle singole famiglie che lo cocevano poi in forni a legna denominati “socce”. Il pane di Genzano era già apprezzato nel 1800 per le sue peculiari caratteristiche, ma è dagli anni ‘40 del secolo scorso che ha acquistato un’enorme reputazione prima presso gli abitanti di Roma e poi anche al di fuori del Lazio. I motivi della sua particolarità e inimitabilità si devono all’impiego di strumenti che fanno parte della tradizione locale, alle procedure tramandate di generazione in generazione e, fattore fondamentale, allo stretto legame tra il prodotto, l’acqua e l’aria della zona di produzione. Il Pane di Genzano si abbina bene a qualunque pietanza, ma abbrustolito e condito con olio extra vergine di oliva a crudo diventa un ottimo antipasto: si utilizza per preparare la tipica “bruschetta”. LazioFeste>>.
Il programma tra stand promozionali, degustazioni, visite guidate, eventi per i bambini, converti e esposizioni di vario genere, è veramente ricco (sul sito del comune trova il programma), per cui qui segnalo, la visita guidata lungo il lago di Nemi (sabato 19 alle 9:00), la degustazione guidata da SlowFood il sabato pomeriggio, e la grande bruschettata domenica pomeriggio (17:30) in centro città.
20
Set
Author: danilor // Category:
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Dal 22 al 27 settembre 2009 San Vito Lo Capo>>, in Sicilia, tornerà ad essere la capitale del Cous Cous>> con la 12° edizione della festa dedicata a questo cibo esotico e gustoso. Il tutto nella splendida cornice di questo borgo marinaro che con il suo clima caldo, il suo mare cristallino e la bellezza delle sue spiagge è la location ideale per prolungare un altro po’ il piacevole relax delle vacanze estive. La manifestazione è un’occasione di festa, fatta di sapori, sfide gastronomiche tra grandi chef, momenti di approfondimento e spettacoli.
Il programma>> parte dal risveglio, da attuare sapientemente in surplace sulla spiaggia sanvitese. Dopo l’abbraccio del mare e la carezza del sole si passeggia lungo il corso e l’Expo Village, per un itinerario alla scoperta dell’artigianato, del turismo, dell’agroalimentare siciliano e dei Paesi del Mediterraneo. A fine mattinata si riscaldano i fornelli per la gara internazionale di cous cous, in cui si confrontano chef e ricette da tutto il mondo. Nel pomeriggio partono le degustazioni alla scoperta di sapori e aromi inconsueti. Con il tramonto prende il via il Cous Cous Live Show: suoni e canti del mondo diventano protagonisti nella piazza di fronte al Santuario.
Chi volesse fermarsi qualche giorno al Cous Cous Festival, può verificare le offerte proposte dagli hotel>> della zona per quel periodo.
20
Set
Author: danilor // Category:
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Il
bello di abitare al
polo nord é che puoi mangiare una bella zuppa di pesce sia in agosto che a novembre, che in qualsiasi periodo dell’anno. Abbiamo i nostri vantaggi insomma, basta guardare il lato positivo di ogni cosa.
Quando si va a pesca (parlo come se ci andassi io in prima persona) non si sa mai quel che si porta a casa. A volte dozzine di pesci, altre volte niente, altre volte solo uno!
Che ce ne facciamo di un solo mackerel? Ci facciamo una bella zuppa, aggiungendo un bel misto di frutti di mare comprati comodamente al supermercato. Nell’attesa che arrivi la stagione delle
vongole, ci
consoliamo con questo.
Ingredienti: 400gr di frutti di mare tra vongole, cozze, polpa di granchio, 1 sgombro fresco, 1 cipolla media, 1 bustina di zafferano, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaino di peperoncino secco tritato, 1.5lt di brodo di pesce, 300gr di riso, 400gr di pomodori pelati, prezzemolo, sale, pepe, olio
Riscaldate un paio di cucchiai di olio d’oliva in una pentola capiente. Aggiungete la cipolla tagliata a fettine e soffriggete per qualche minuto. Aggiungete l’aglio, il peperoncino e mescolate bene. Versate il brodo di pesce, i pomodori pelati e lo zafferano. Amalgamate bene per mescolare gli ingredienti. Lavate il riso fino a quando la sua acqua non sará diventata trasparente. Fate bollire lo sgombro in una pentola di acqua bollente per qualche minuto, giusto il tempo di permettere alla pelle di staccarsi facilmente. Pulitelo, togliete le spine e mettetelo in un piatto con i frutti di mare. Portate ad ebollizione il brodo nella pentola e versate il riso. A metá cottura aggiungete i frutti di mare e lo sgombro spezzettato. Ultimate la cottura versando ancora brodo se si dovesse asciugare troppo. Aggiustate di sale e pepe e servite con abbondante prezzemolo tritato. La zuppa puó essere servita sia calda che tiepida.

Il nostro sgombro
Post | via fiore di zucca
29
Ago
Author: danilor // Category:
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.

Ingredienti
pomodori medi non troppo maturi
cous cous
1 pizzico di cannella
peperone giallo
formaggio feta
Ingredienti per il pesto
menta, coriandolo, prezzemolo
capperi
olio di oliva
sale e pepe
Preparete il pesto tritando le erbe miste insieme ai capperi dissalati, aggiungendo olio di oliva, sale e pepe. Versate il cous cous in una scodella, aggiungete 1 cucchiaio di olio, un pizzico di cannella, 1 pizzico di sale e mescolate bene, poi aggiungete acqua bollente e coprite con un coperchio per 5 minuti. Tagliate un peperone giallo a tocchetti piccoli ed aggiungeteli al cous cous insieme alla feta e al pesto. Svuotate i pomodori e riempiteli con il cous cous, decorando con erbette a piacere.
Sognando: sognare pomodori acerbi indica proposte subdole; sognare pomodori maturi indica risultati incoraggianti; sognare pomodori freschi indica ottima salute; sognare di mangiare pomodori indica ottimismo ed entusiasmo; sognare di comprare pomodori indica resistenza alla fatica.
Parolando: Il termine cous cous dall’arabo [AL]KUSKUS significa “mescolanza di carne e di farina ridotta in polpetta e fritta”. In origine il cous cous veniva preparato con farina di semola di grano duro, cioè con la farina granulosa che si otteneva utilizzando macine primitive. Oggi con questo nome si produce anche con altre farine quali orzo, miglio, sorgo, riso e mais. Il processo tipico di cottura a vapore, su di una pentola speciale, ottenuto dall’ebollizione di brodo, potrebbe avere avuto origine nelle zone occidentali dell’africa (Niger, Mali, Mauritania, Ghana e Burkina Faso) e da lì essersi diffuso poi in tutto il mondo con nomi diversi come, ad esempio, il Maftul palestinese, il Cashcà carlofortino o il dominicano Cuscusce.
29
Ago
Author: danilor // Category:
Critici gastronomici,
Cucina,
World

Ingredienti
2 capesante
un piccolo cavolfiore
farina di mais per impanare
1 pezzettino di zenzero grattugiato
caviale al wasabi
olio di oliva
sale, pepe
Impanate le capesante nella farina di mais e doratele in un padella con un filo d’olio. Cuocete i cavolfiori a vapore o in una pentola con un dito di acqua. Frullateli aggiugendo un pezzetto di zenzero ed aggiustate di sale, pepe e un filo d’olio. Decorate con il caviale al wasabie servite subito.
Sognando: sognare uova fresche indica ottime occasioni; sognare di comprare uova indica nuove risorse economiche; sognare di rompere uova indica dispiaceri.
Parolando: Il termine caviale deriva dal latino garum, una salsa fatta perlopiù di interiora di pesce e di pesce salato che veniva usato come condimento a molteplici piatti. Apicio nel suo De re coquinaria (l’arte culinaria) condisce con il garum almeno 20 piatti. Una salsa molto simile al garum utilizzata ancora oggi nella cucina asiatica, in particolare in quella vietnamita, è il Nuoc Mam che ha un gusto molto simile alla nostrana colatura di alici. Oggi, la parola caviale viene usata solo per le salse contenenti uova di pesce, soprattutto storione ma anche di cefalo, di branzino e altri di pesci ancora.
Post Fiore di zucca
31
Lug
Author: danilor // Category:
World
“It is the most beautiful moment in one’s life when there is neither confusion nor certainty. One simply is - a mirror reflecting that which is. With no direction to go anywhere, with no idea of doing something, with no future - just utterly in the moment, tremendously in the moment.”- Osho

Ingredienti
1 trancio di filetto di salmone
100gr di fagiolini
100gr di lenticchie
2 uova sode
1 pomodoro
prezzemolo o basilico per decorare
3 cucchiai di olio di oliva
1 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiaino di mostarda
1 cucchiaio di capperi
sale
In una padella con un filo d’olio, cuocete il salmone per qualche minuto da entrambe i lati fino a quando no si sarà dorato. Cuocete le lenticchie a parte, i fagiolini a parte e le uova a parte per 5 minuti da quando l’acqua avrà iniziato a bollire. Preparate la vinaigrette mescolando l’olio, l’aceto, la mostarda e i capperi dissalati. Mescolate tutti gli ingredienti insieme, aggiustate di sale e condite con la vinaigrette, qualche foglia di basilico o prezzemolo.
Sognando: sognare vacanze estive indica richiesta di denaro.
Parolando: Il termine mostarda deriva dal latino mustum, - mosto – a cui è aggiunta come desinenza la voce ardens – ardente – per il sapore piccante che la farina di senape conferisce al mosto cotto.
Post|Via Fiore di Zucca
31
Lug
Author: danilor // Category:
World

Da domani il marchio Fini, simbolo della Modena buongustaia, dirà addio alla città. I fratelli Fini hanno annunciato la liquidazione della società, che comprendeva il ristorante (da sempre presente sulla guida Michelin) e l’hotel a cinque stelle San Francesco, e per i dipendenti scatterà la disoccupazione.
La crisi economica del marchio Fini prese il via alla fine degli anni ‘80, quando l’azienda alimentare fu ceduta alla Kraft. Questa operazione fruttò all’incirca 140 miliardi di lire, eppure la gestione degli eredi ebbe poca fortuna e oggi, sconfitti dai conti in rosso, i fratelli Fini mettono fine alla storia del marchio simbolo per eccellenza di tortellini, lasagne, aceto balsamico, zampone e salumi, oltreché di autogrill e alberghi.
Sul retro della salumeria di famiglia, nel 1912, Telesforo Fini e la moglie Giuditta creavano piatti deliziosi con ingredienti del territorio modenese. Ebbero tanto successo da diventare il centro di gravità permanente attorno al quale ruotavano politici, artisti, gli uomini di Ferrari e Maserati, Roberto Rossellini, Anna Magnani…
Verso la fine degli anni ‘60 Giulietta Fini creò la prima acetaia a Modena (alzi la mano chi non conosce l’aceto balsamico tradizionale).
Il simbolo della Modena amante del buon cibo è stato via via impoverito da un abbaglio: la ricerca della forma a scapito della sostanza. A scapito del sapore. Le vette della gastronomia in regione sono state trascurate in favore di lusso e design: a torto, se è vero (come è tristemente vero) che da domani Modena perderà Fini e, insieme allo storico marchio, buona parte del suo sapore.
Post| via Valentina