Il Focolare a Monteverde vecchio

Author: danilor  //  Category: Ristoranti
http://static.blogo.it/gustoblog/ilfocolareroma.jpgOgnuno di noi ha il suo posticino di riferimento nel quartiere, quello in cui si rifugia quando non ha voglia di cucinare né di prendere la macchina e guidare fino all’altro capo della città. Il Focolare, a Monteverde vecchio, un’istituzione dal 1944, è uno di questi posticini e come tale a volte ti fa sentire a casa perché cucina proprio come lo faresti tu e quello era proprio il gusto che ti aspettavi di assaporare, altre volte, invece, ti delude.

Ultimamente ci sono capitata spesso, con soddisfazioni altalenanti. La pizza è sempre buona, soprattutto se semplice e se vi piace quella romana bassissima: la mia preferita si chiama certosina ed è con bufala, pachino e olive nere. Ottimi anche gli antipasti di pesce: oltre alle cruditè, provate il piatto marinato, troverete involtini di salmone e storione affumicato, chele di granchio panate e involtini di gambero in crosta di pasta fillo. Anche gli spaghetti con vongole e bottarga sono una garanzia, specie se seguiti dalla pezzogna al forno con contorno di verdure grigliate. Freschissime. Annaffiate il tutto con un Vermentino ghiacciato.

E ora veniamo alle dolenti note: cercate di essere un po’ psicologi e di capire se è la sera giusta per ordinare la frittura di pesce. L’ultima volta altro che paranza: mi hanno portato nel piatto pesci enormi, figuratevi che i più piccoli erano triglie! Diffidate anche della tagliata al rosmarino, soprattutto se vi propongono il filetto: il mio era troppo cotto, le patate d’accompagnamento troppo oleose e i broccoli troppo crudi. Meglio evitare, tra i dessert, la crème brulée e la catalana (non sembrano conoscere la differenza): optate per un ottimo strudel di pere con gelato alla vaniglia.

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Ristoranti a Genova: Bruxaboschi

Author: danilor  //  Category: Ristoranti

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Questo ristorante è aperto dal 1862 e condotto sempre dalla stessa famiglia. Conosciuto più o meno da tutti a Genova, luogo ultraclassico dei pranzi domenicali. Arrivarci non è semplice, rimane sulle alture della città, a San Desiderio. Una volta giunti, vi godrete il fresco, l’aria pulita ed un’ottima cucina di territorio con alcune variazioni sul tema, giusto per dare qualche alternativa ai molti affezionati che qui vengono spesso.

Quando sono stata io ho voluto però assaggiare le specialità più tipiche del locale e quindi della cucina ligure. Tra gli antipasti sono assolutamente da provare i ripieni alla genovese fritti (normalmente si cuociono al forno), tra i primi il pesto è davvero molto buono ed è il migliore abbinamento che si può avere con le piccagge “matte” (una sorta di maltagliati).

Tra i secondi c’è una buona scelta di carne, ma io consiglio vivamente il fritto misto alla ligure, che consiste in quasi tutte verdure di stagione fritte e qualche bocconcino di carne. Anche i dolci non sono affatto male, tutti della casa.

Consiglio di fare un passo qui nella stagione dei funghi porcini, il menù in questo periodo dell’anno è incentrato su di loro.

La carta dei vini è ben fornita e c’è anche la possibilità di scegliere tra diverse proposte al calice.

TRATTORIA detta del BRUXABOSCHI
- ViA Francesco Mignone 8 - 16133 Genova San Desiderio
- Tel 010 345 03 02
- www.bruxaboschi.it

Post | Via Gusto

Diego Bongiovanni, uno chef “floreale”

Author: danilor  //  Category: Blog gastronomici, Critici gastronomici, Cucina, Cuochi, Eventi gastronomici, Regioni Italiane, Ristoranti, Storia, Vini, World

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E’ cresciuto in mezzo ai fornelli, Diego Bongiovanni>>. Cuoco classe 1983 che con il suo libro “Ricette con i fiori”, promette di far rinascere la nostra cucina. Centoquarantatre ricette floreali, dall’antipasto al dolce, per portare in tavola un menù ricco di profumi, sapori e colori nuovi. Proprio come quello del suo ristorante, il Sinoira>> di Costigliole d’Asti (At). Tra le pagine, scoprirete così che il crisantemo è perfetto per le insalate e i piatti freddi. Il gelsomino sta bene con il pesce. La calendula và a nozze con la carne, mentre i petali di rosa sono l’ideale nella preparazione di torte, gelati e marmellate.

Portare i fiori in cucina, come è nata l’idea?
“In una sagra di paese. C’era uno chef che cucinava con i fiori. Lo osservavo affascinato”.

Anche la tua passione per la cucina è nata da lì?
“No, molto prima. A 5 anni ho deciso che avrei fatto il cuoco. A 14 ho iniziato a lavorare nelle cucine”.

Come si è formato il tuo palato da cuoco?
“Ho sempre avuto un buon palato,fin da bambino. Poi ho lavorato in molti ristorante della mia zona, alcuni anche stellati”.

Quale cucina ti ha più influenzato?
“Ho letto moltissimi libri sui fiori. In particolare libri scritti da monaci. Loro utilizzavano tutti i prodotti della terra dei loro monasteri”.

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Per chi ti piacerebbe cucinare?
“Per dei recensori, anche se solitamente non sono molto simpatici”.

Dicono anche che Ferran Andrià, lo chef numero uno al mondo, non sia molto simpatico.
“No, anzi. Tempo fa l’ho incontrato. Mi ha dedicato 30 minuti. Altri invece, mi hanno trattato malissimo…”.

Chi?
“Vissani per esempio”.

E della cucina all’azoto di Adrià, cosa ne pensi?
“Penso che lui sia un genio. Con il suo sifone ha cambiato la cucina mondiale”.

Prendi ispirazione da lui?
“No, no”.

I tuoi piatti sono come opere di design, qual’è il tuo segreto?
“Una volta trovato il gusto, disegno il piatto. Un mio amico e collaboratore mi aiuta poi nella costruzione. Il must è comunque la semplicità”.

Svelaci una tua ricetta con i fiori.
“Prendete un cestino di fragole belle mature. Dopo averle pulite e mondate, togliete il picciolo e tagliatele in quattro. Mettetele in un contenitore con dei petali di rose di maggio (le più profumate). Condite il tutto con una spremuta di arance o limoni e un po’ di zucchero. Servite con una pallina di gelato al fiordilatte”.

Piatto preferito da cucinare?
“Sicuramente le paste fresche, i cappellaci e i ravioli”.

Da mangiare?
“La cucina della mamma è sempre la migliore”.

E dopo i fiori in cucina, cosa “bolle in pentola”? “Un nuovo libro su come cucinare con gli avanzi, uno sulla cucina celiaca (il suo ristorante è iscritto anche all’Aic, ndr) e poi vorrei raggiungere alti livelli con la mia cucina.

Ristoranti a Roma: i 12 Apostoli in centro storico

Author: danilor  //  Category: Ristoranti, World

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Quando scelgo un ristorante dove passare una piacevole serata con la mia metà o con gli amici, mi piace immaginarlo come un posto tranquillo, capace di stupirti sotto il palato, e non solo, anche per l’accoglienza, lo stile, l’apparecchiatura della tavola. Ma soprattutto deve farmi scoprire un gusto nuovo, un accostamento inusuale che lo farà assurgere a degno di essere ricordato e, perché no, visitato una seconda volta. I 12 Apostoli non è proprio così, ma è un indirizzo da ricordare se volete fare un pasto veloce, una breve pausa durante una giornata di meraviglie in centro, o se lavorate lì vicino e non avete voglia di tornare a casa a cucinare né avete mille pretese.

Affacciato su una piazza tra le più ‘lunghe e strette’ della città, a due passi dalla ben più famosa piazza Venezia, è un ristorante grande, con oltre 200 coperti distribuiti in più sale in un palazzo d’epoca, disponibile per feste private e munito di sala discoteca. A un primo sguardo al menu, scritto nelle lingue più disparate, la cosa fa temere per la qualità di quello che si mangerà, ma le paure sono fortunatamente annullate dalle paste e dai dolci, rigorosamente fatti in casa. Tuttavia il menu è tra i più banali, e si gioca tutto tra i piatti della tradizione romana e quelli della cucina italiana più conosciuta all’estero.

Per antipasto scegliamo un classico piatto di salumi, scarsamente assortito, una deliziosa insalata di mare in cui prevaleva il gusto del polpo, e un’insalata di pollo in cui la carne navigava un po’ troppo nella maionese. Il migliore è stato senz’altro l’antipasto misto di verdure, abbondante e dai sapori ben miscelati dalle zucchine grigliate e ben condite, alle melanzane gratinate con mozzarella e pomodoro. Con i primi c’è poco da sbizzarrirsi: tra spaghetti all’amatriciana e gricia, l’unico tocco di originalità sembrano essere i tortellini panna e funghi, ma almeno, dalle porzioni ci si ricorda di essere a Roma. Saltiamo il secondo, e per dessert prendiamo tutti una cantonata: all’unanimità crema catalana, poca, in uno stampino troppo grande e con il caramello eccessivamente bruciato. Siete raccomandati di concludere il pasto con qualcos’altro.

Foto | cartaperdue

Ristorante i 12 Apostoli
Piazza dei Santi Apostoli, 52
00187 – Roma
Tel. 0669925442

Post | Via Gusto Roberta

Ristoranti a Roma: Vacanze romane a Trastevere

Author: danilor  //  Category: Locali storici, Ristoranti, Ristoranti Etnici

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Non occorre essere principesse o giornalisti, né belli come Audrey Hepburn o affascinanti come Gregory Peck, per andare a cena da Vacanze romane, ristorantino un po’ defilato di Trastevere. Spinti a sceglierlo dai commenti più che entusiastici (e un tantino ingiustificati) di amici che lo conoscevano, è ottimo preludio di una romantica serata tra i vicoli, perché sorge in una parte del quartiere tranquilla e in cui è ancora facile parcheggiare addirittura il venerdì sera.

L’ambiente è unico, con la cucina a vista in stile americano, idealmente diviso in due da un arco che separa chi sceglie di mangiare vegetariano e chi, invece, preferisce la carne o il pesce di cui il menu dà ampia scelta. Una volta, infatti, qui sorgeva una specie di circolo culturale-ristorante tra il macrobiotico e il vegetariano, gestito dai seguaci di Sai Baba, e forse si è voluta almeno in parte conservarne la tradizione. Alle pareti, quadri e poster che ricordano il film di William Wyler. Il personale è un po’ maldestro, ma tutto sommato simpatico, e anche il proprietario non può che coinvolgerti con quella romanità casereccia che si trova solo a Trastevere.

Per antipasto ci facciamo catturare dagli asparagi in crosta con salsa al tartufo e scaglie di parmigiano: un piatto dai sapori ben equilibrati che ci ha proprio soddisfatto. Il piacere prosegue con il risotto alla trevigiana (radicchio), meno buone le trofie alle verdure, un po’ crude, piacevoli i paccheri della casa, gratinati al forno, ma delle zucchine che dovevano esserci, neanche l’ombra. Non ci è piaciuta, invece, la tagliata al balsamico: abbondante la porzione, ma troppo grassa e piena di nervi, dura al palato. Meglio i contorni: patate al forno aromatizzate al rosmarino e patate fritte, non surgelate. Per concludere, semifreddo al tiramisù e crema di zabaione con colata di cioccolato, davvero sublime. I prezzi sono contenuti.

Foto | Flickr

Ristorante Vacanze romane
Via Bargoni, 10
00153 – Roma
Tel. 065898154
info@vacanzeromane.com

Ristoranti a Genova: da Zeffirino

Author: danilor  //  Category: Cucina, Locali storici, Ristoranti

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Nella centralissima ed elegante Via XX Settembre, annunciato da un ingresso in pietra popoloso di piante, un po’ riparato rispetto al via vai dello shopping, si apre il ristorante da Zeffirino, istituzione a Genova dal 1939. La sala ampia e articolata, con arredi in caldo legno di mogano dall’aria rustica ma chic, fa pregustare quello che sarà il tono del pranzo: piatti della tradizione magistralmente preparati, con un tocco, qua e là, di originalità.

Il gentilissimo cameriere ‘importato’ dalla Sicilia ci accoglie con genuino calore e dei panzerotti fritti ripieni di ricotta alle erbe e, dopo aver ordinato, ci allieta l’attesa mostrandoci due album di foto che ripercorrono gli episodi più gloriosi della vita del locale. Il primo sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, quando il Papa, in visita pastorale a Genova, vi si recò a cena con il suo seguito di cardinali, esperienza più unica che rara; il secondo, più recente, quando Zeffirino fu onorato di preparare la cena in curia per Benedetto XVI . In entrambi i casi la famiglia Belloni (i titolari del ristorante) regalò ai Pontefici un bel barattolo del suo proverbiale pesto.

Si dice che ormai a Genova soltanto qui da Zeffirino si trovi il vero pesto, quello ancora preparato del mortaio di legno, così ordiniamo le classiche trenette, ma ci facciamo convincere per un bis di primi in cui si aggiungono dei paffutelli alle erbe conditi in salsa di basilico che, ci raccontano, furono creati appositamente da Zeffirino per Frank Sinatra. Entrambi un trionfo di sapori e profumi, il basilico (la qualità locale di Prè) ha trovato qui la sua espressione somma. Per secondo scegliamo una grigliata mista di calamari e gamberi con pomodorini e olive taggiasche, una spigola con patate e dell’ottima frittura mista. Il tutto annaffiato, per non rompere il fil rouge, da un Pigato ligure. I dolci: un sorbetto al limone, la scelta migliore, ma la gola impone di assaggiare anche una troppo abbondante mousse ai frutti di bosco e il millefoglie della casa, un po’ pesantino in realtà. Il conto è salato come ci si aspettava.

Foto | Flickr

Ristorante Zeffirino
Via XX Settembre, 20
16151 – Genova
Te. O10591990

Post | Via Gusto

Ernesto Cecchinato, sorpresa di provincia..

Author: danilor  //  Category: Critici gastronomici, Cuochi, Ristoranti, World

Un vecchio maestro diceva sempre che superare gli altri non è difficile, superare se stessi, è un’altra cosa. Ernesto Cecchinato però, davanti ai fornelli del suo Heros, sembra proprio essere la più limpida eccezione che conferma la regola.

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Maìtre pàtissier, che dalla sua pasticceria “Milanese” ha solleticato generazioni di papille con dolci invenzioni - storici i suoi cigni di pasta choux alla panna - insieme alla moglie Franca Oberti e alla figlia Eva, non solo ha deciso di superare se stesso in veste di chef, ma di sorprendere e stupire i fortunati ospiti che scoprono i tavoli del suo tempietto enogastronomico, alle spalle della pasticceria, in quel di Piove di Sacco, nel padovano.

benvenutiprima1 Pochi tavoli, una ventina di persone, preparati con sapiente uso di pregiati tovagliati, con la bella idea del lega tovaglioli in nobile metallo che completa la posateria in argento, comode sedute, che non fanno rimpiangere quelle di casa dove ci si sente in libertà, arredo e complementi curati che culminano nella scenografica vetrata che si apre su fuochi e fornelli.
Da li, la magia di pregiate qualità di crostacei e pesci freschissimi che diventano piatti raffinati tutti da gustare.
Dalle ostriche fritte e i cannolicchi in crema di basilico e pinoli, al tonno di Sicilia, solo femmina e di pezzatura calibrata, scottato al sauternes e servito con fresca misticanza di campo.
scampicannolicchibisDalla tempura di scampi di Mazzara del Vallo alle mazzancolle e i gamberoni, a lunga cottura a pochi gradi in olio extravergine, che sembrano astici tanto sono polposi. Dalle crudità, all’aragosta vera, servita in un guazzetto d’aragosta ottenuto facendo bollire per ore altre aragoste, concentrandone così tutto il sapore: imperdibile. E che dire del branzino in crosta di sale e albume d’uovo che ricorda le impalpabili meringhe dell’altra metà creativa di Ernesto nell’arte pasticcera, trasfusa superbamente per esaltare la sapidità delle carni del predatore di mare ? Inutile poi, soffermarsi sui dolci o sulla carta dei vini, anche a bicchiere, compilata con cura dalla signora Franca. Che, anche se non lo dice, è fior di sommelier. Due parole, infine, per il talento gastronomico della figlia Eva che, giusto fra qualche giorno, ripartirà per la Francia alla corte di Alain Ducasse. Sicuramente per apprendere qualcosa in più, ma stando anche ben attenta a non svelare ai francesi, i segreti di un altro maestro e della sua famiglia: quella di Ernesto Cecchinato.
Se passate nel padovano, non rimpiangerete la spesa di un”ottantina di euro per una “sorpresa” che vale molto di più.
Oltre al link>> per telefono e indirizzo, una gallery>>.

Post | Via Peperosso