Alla scoperta della costa tirrenica della Sicilia

Author: danilor  //  Category: Itinerari del gusto, Regioni Italiane, Regioni Sicilia, Sicilia, World

http://static.blogo.it/travelblog/alla-scoperta-della-costa-tirrenica-della-sicilia/1Mondello.jpg

Se vi viene voglia di affittare una casa, un appartamento o una villa, un buon punto di partenza è consultare il sito Siciliae.com>>, ma ora lascio parlare Laura:

Tra Palermo e Milazzo si estende la costa settentrionale della Sicilia>>, quella che si affaccia sul Mar Tirreno. Durante la stagione estiva le strade costiere sono affollatissime di viaggiatori, attratti qui dal bellissimo litorale e da un altrettanto ricca zona interna. Tutta la fascia costiera è un susseguirsi di località balneari, spiagge e paesini quasi esclusivamente dediti al turismo.

Di buone ragioni per visitare il nord della Sicilia ce ne sono tante. E una di queste è passare le proprie ferie in una località della costa tirrenica o delle vicine zone interne…. Continua a leggere….

NERO di SEPPIA di Giovanni Lunetta

Author: danilor  //  Category: Critici gastronomici, Cucina Siciliana, Cuochi, Frutti di Mare, Primi piatti, Ricette, Sicilia

Vermicelli al NERO di SEPPIA
Sottotitolo: fatti stari ‘na fitinzia e arricriètti!
Traduzione: sporcati pure (col nero) ma gusta e godine più che puoi!!!

http://static.blogo.it/gustoblog/seppiefritte.jpg
Procediamo ma non prima di avere dato una piccola informazione a chi non ha dimestichezza col pescato.
Sarò “circonciso”: se, nel periodo invernale, vi dovessero presentare delle seppioline e, al contrario, nel periodo estate-autunno delle seppie belle paffutelle: c’è truccu! (non sono fresche)
Questo non necessariamente vuol dire che non sia un buon prodotto ma bisogna fare appello al rapporto di fiducia col venditore e, in ogni caso, io farei altri tentativi per trovare le seppie fresche da sbarco.
In realtà come Scoglitti non è difficile sapere se sono state pescate in fondali sabbiosi o in praterie di “posidonia” etc.
Una volta acquistate le seppie, chiunque dovesse pulirle, voi a casa o in pescheria, non dovrà scordare di mettere o fare mettere da parte i sacchetti contenenti il prezioso nero.
Se doveste scordarlo, niente paura ma solo se siete disponibili a ricorrere all’inchiostro di china e non intendo di china, come dire, la vicina di casa…la china, la sara, la isabella ma proprio “china”, l’inchiostro.
Per il quantitativo, come al solito: arrangiatevi.
Tagliate le seppie, non proprio a strisce regolari direi, piuttosto, a pezzi e lasciate intatti i ciuffi (tentacoli);
in un tegame, di terracotta sarebbe il massimo, mettete olio extravergine della Castrol, Esso o dell’Agip purchè sia rigorosamente d’OLIVA;
grattuggiate un po’ di cipolla;
un paio di spicchi d’aglio interi e uno schiacciato o, se lo volete, tritate l’aglio;
lasciate insaporire per qualche minuto;
nel frattempo, preparate un po’ di prezzemolo tagliuzzato e tenete a portata di mano il pepe nero o bianco, meglio se da macinare;
a questo punto, amorevolmente, mettete le seppie nel tegame aggiungendo il preparato di prezzemolo, macinate il pepe e lasciate insaporire per qualche minuto: ehi, a fuoco lento e fino a quando le seppie non rilasceranno il proprio umore ( non nel senso che smetteranno di sorridere, lo hanno già fatto);
a questo punto aggiungete un po’ di vino bianco, fatelo evaporare quindi, aggiungete un po’ d’acqua, del pomodorino fresco e maturo e un bel cucchiaio di conserva ( ‘ncucciàru di stràttu sarebbe il massimo semplicemente, e scusate se è poco, perché ‘u strattu ha in se la forza del sole e del sale della terra di Sicilia), “arriminàti ccù sientimientu” (mescolate con cura e passione) e lasciate cuocere, sempre a fuoco lento, per mezz’ora circa ma non è detto,dipende da quanto deciderete di allungare il sugo e di conseguenza il tempo che impiegherà “ppì stringiri” ( renderlo intenso);
assaggiate, regolatevi col sale e fate cuocere.
Fin qui tutto regolare, normalissime operazioni di cucina con un po’ di casino sul piano di lavoro, un po’ di cipolla qua e là, qualche macchiolina d’olio, un po’ di prezzemolo (putrisinu, è cciù austùsu) ma niente di più…
Non scoperchiate continuamente, tranquilli, lo potrete e dovrete farlo dopo 20/25 minuti per rendervi conto se è pronto per ricevere la preziosissima “tinteggiatura”…
A questo punto, e non pensate di non macchiarvi di nero, prendete le vescichette svuotatele nel tegame, mescolate per bene e sempre con molta cura perché il nero si diffonda e si mescoli in modo uniforme; cinque minuti appena, facendo bene attenzione perché il nero non coaguli troppo e sarete pronti.
Se non siete svenuti, dovrete decidere come condire i vermicelli o gli spaghetti.
Io, vi scrivo la mia preferenza a voi, poi, la scelta:
prelevate un po’ di sugo dal tegame compreso le seppie e riservatelo per meglio condire il piatto, versate tutto il condimento sui vermicelli che, intanto, avrete sistemato in una spaghettiera di terracotta, arrìminati còmu ‘e cristiani ( girateli e rigirateli con cura) e serviteli.
Quasi dimenticavo, ma non credeteci, per il vino potremmo disquisire e sarebbe giusto farlo ma io andrei per un rosso, decisamente, del resto si tratta di un sugo a base di pesce.
Personalmente non disdegno l’amato Cerasuolo di Vittoria o un ottimo Frappato.
Piccole raccomandazioni:
prima di iniziare a spaghettare bevete un sorso d’acqua, specialmente se, prima, avete bevuto un po’ di prosecco o di vino bianco o un aperitivo qualsiasi così, libererete i sensi per meglio gustare qualcosa di unico.
Non vi azzardate a bere prima di sorridere sia pure in segno di devozione a chi a preparato il piatto: mandato giù il boccone elargite, beatamente e scherzosamente, un gran sorriso a trentadue denti e solo dopo potrete bere…
La ragione è intuibile ma fatelo lo stesso: lasciate spazio al bambino che non ha mai smesso di esistere dentro di voi.
Buon appetito e…Jemmu avanti!!!

Post | Via GIOVANNI LUNETTA

in facebook >>>

Ricette facili: gli spinaci Sciclitani

Author: danilor  //  Category: Contorni, Cucina Siciliana, Ricette, Sicilia

Sciclitani perchè di Scicli, paesino della sicilia sud-orientale, set cinematografico, insieme agli altri centri tardo barocchi del Val di Noto, della fortunata serie de “il commissario Montalbano”.

Gastronomicamente parlando Scicli offre tanti piatti particolari e diversi dal resto della Sicilia, ma sicuramente questa portata, ancora oggi preparata in tutte le famiglie, è la più sciclitana di tutte. Infatti questo piatto all’origine viene preparato come ripieno di autoctone “focacce circolari” in pasta di pane orlati da cornicioni “rococò” che prendono il nome di “pastizzi”, è per questo motivo che in dialetto la ricetta prende il nome di “pastizzu scupiertu” cioè scoperto.

Per la preparazione degli Spinaci Sciclitani, che possono essere consumati sia come antipasto che contorno, basta avere degli spinaci, pomodori secchi, pan grattato e aglio. Tutto deve iniziare con la lessatura della verdura, così nel frattempo triterete l’aglio per poi tostare il pan grattato, stando attenti a non farlo annerire, evitando così il tipico sapore amaro di pane bruciato, che oltre a far affiorare ricordi legati al panificio di una volta, può solo rovinare il piatto. A questo punto la preparazione si biforca in due scuole di pensiero, infatti c’è qualcuno che preferisce saltare gli spinaci in padella con olio e l’aglio e aggiungere i pomodori secchi, e altri che invece dopo averli scolati li condiscono a crudo con olio, aglio e i pomodori. In tutti e due i casi il pan grattato deve essere aggiunto alla fine.

Quando in frigo, per caso, incontro delle alici, le sostituisco ai pomodori secchi.

Post| ViaGustoblog

Cavatelli con patate e vongole

Author: danilor  //  Category: Critici gastronomici, Frutti di Mare, Gruppi facebook, Primi piatti, Ricette, Sicilia

Piovono voci di donne come se fossero morte anche nel ricordo
Anche voi piovete meravigliosi incontri della mia vita o goccioline
E quelle nuvole impennate cominciano a nitrire un intero universo di città auricolari
Senti se piove mentre il rimpianto e lo sdegno piangono una musica antica
Ascolta cadere i legami che li tengono in alto e in basso.
(Piove - Apollinaire)

Ingredienti

* cavatelli
* patate
* vongole
* peperoncino
* aglio, olio, pepe
* prezzemolo

Saltate le vongole con olio aglio, olio, peperoncino e un pizzico di pepe. Tagliate le patate a tocchetti e sbollentatele in acqua non salata…. Continua a leggere….

Viagrande - ‘nta putìa ‘i Peri ‘i vancu

Author: danilor  //  Category: Critici gastronomici, Formaggi, Itinerari del gusto, Locali, Sicilia

Se volete trovare una serie infinita di ricercati prodotti gastronomici “di nicchia” (non solo formaggi) fatevi una gita a Viagrande (fra S.Giovanni La Punta e Zafferana Etnea) ‘nta putìa ‘i Peri ‘i vancu: eccezionale!
Giuannù cuannu na cunti a pasta a milanisi?

Post | Via Alberto Avarino

in facebook >>

Gli spaghetti di Giovanni Lunetta

Author: danilor  //  Category: Critici gastronomici, Frutti di Mare, Primi piatti, Ricette, Sicilia

Ecco un mio piccolo contributo, sarà piccolo ma: panza mia fatti visazza!!!
i piatti che vi ricorderò saranno tre: spaghetti con le uova di ricci, pasta con le sarde o a’ milanisi ( e questo non l’ho mai capito) e col nero di seppia.
descriverò le ricette con la semplicità con cui le ho viste eseguire a casa mia e da qualche caro amico ca ni fici licccari l’ugna…
iniziamo con gli SPAGHETTI CON LE UOVA DI RICCI:
per le dosi: arrangiatevi;
pescate i ricci o acquistateli freschi e lasciate perdere i ricci in boccetta o congelati etc etc, accurzammu ( evitiamo chiacchiere), ci vogliono freschi;
apriteli con calma e senza pungìrivi (evitate che le spine vi facciano male, si fa per dire,)…. Continua a leggere….

La cotognata

Author: danilor  //  Category: Critici gastronomici, Ricette, Sicilia

http://tbn3.google.com/images?q=tbn:snj3BxAepWfxBM:http://invece.org/blog/media/cotognata.jpgUna ricetta sicula,che ho ereditato da mia mamma e che io tutt’ora faccio.
La Cotognata= 1 kg.di mele cotogne,1,500 di zucchero e un limone-
Sbucciare le mele cotogne e tagliarle a pezzi,metterli in una pentola con un litro d’acqua e il succo di limone-Cuocerle a fuoco lento,passarle al setaccio e unire lo zucchero-Rimettere il tutto sul fuoco x 10 minuti mescolando di continuo con un cucchiaio di legno-

Post | Via Isabella

facebook >>