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Al Gore: ci sarà un Green New Deal ?

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al gore

Obama, lo state leggendo in questi giorni un po su tutti i giornali, parrebbe che abbia intenzione di lanciare una specie di New Deal verde, ovvero un massiccio piano di investimenti pubblici, da concentrare però, anzichè sulle solite “grandi opere”, strade, ponti, stazioni, stadi, quartieri popolari (vi sta per caso suonando un campanello in testa?) sulle “energie verdi”, la mobilità elettrica ed ibrida, un sistema di scambio di CO2 a livello nazionale, per un investimento di 250 miliardi di dollari, con la prevista creazione di 5 milioni di posti di lavoro.

‘obbiettivo, NONOSTANTE questi enormi investimenti NON è particolarmente ambizioso: si prevede di abbassare le emissioni di CO2 ai livelli del 1990 entro il 2020 e dell80% entro il 2050.

E’ bene chiarire che questi risultati si potrebbero ottenere, paradossalmente ma con una certa ferale probabilità, anche non facendo ASSOLUTAMENTE NULLA.

In questo caso, infatti, si incaricherebbero dello sporco lavoro le inesorabili (quanto fantomatiche) “leggi del mercato“, con il combinato disposto di una perdurante crisi finanziaria, che provocherebbe un nuovo crollo dei prezzi dei prodotti energetici, un conseguente crollo degli investimenti di ricerca e sviluppo, una mancata sostituzione dei pozzi/giacimenti via via esauriti e una diminuzione della produzione ( anche a causa della mancata manutenzione degli impianti estrattivi e di raffinazione) che INESORABILMENTE incrocerebbe la curva della domanda, pure declinante, con la nefasta conseguenza di una nuova crisi recessiva…insomma il punto l’avete capito: succederà COMUNQUE, quindi tanto vale pianificarlo.

Il punto è che in realtà le misure da mettere in atto sono MOLTO superiori.

Come dice Lester Brown nelle conclusioni del suo Piano 3.0, il livello di impegno che gli Stati Uniti devono porre a livello, economico, industriale, materiale e morale per uscire dalla crisi ed imboccare in modo deciso un percorso verso la sostenibilità è paragonabile solo allo sforzo compiuto durante la Seconda guerra Mondiale.

Mentre la squadra di governo viene via via definita, rimane per ora fuori colui che più di tutti ha spinto e spinge per un impegno assoluto e determinato nei termini appena esposti.

Dove è finito, insomma, Al Gore?

Beh, si vocifera che Obama gli voglia assegnare il dicastero per l’ambiente.

Il punto è che Al Gore non è sicuro di voler partecipare: il ragazzo ha la piena consapevolezza di quale sia la posta in gioco ed infatti propone un “crash program” da far impallidire QUALUNQUE altra impresa mai tentata nella storia dell’uomo: Secondo Gore, infatti, con un impegno assoluto della nazione sarebbe possibile raggiungere il 100% dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili ENTRO DIECI ANNI .

Come al solito il vecchio Al ci crede profondamente e si sta dedicando “anima e core” a questa missione.

Come al solito viene preso per pazzo, esagerato, fissato.

E’ alquanto probabile che Obama, sottovalutando, come quasi tutti, la dimensione del problema, si scelga qualcuno di un po meno “estremo” come ministro per l’ambiente.

Noialtri “fissati” sappiamo che ha ragione Gore e che anzi questo sarebbe solo l’inizio, il lancio del guanto in faccia ad un destino pessimo che ci siamo scelti ma che possiamo ancora cambiare.

Coraggio: ragazzi, la storia vi guarda.

Non 40 secoli, come dall’alto le piramidi i napoleonici.

Ma 40 millenni.

Nell’ombra delle caverne della Rocca di Gibilterra, le ombre degli ultimi Neandethaliani sogghignano, chiedendosi se presto andremo a tenergli compagnia..

Post |Via Blogosfere

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